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Ho partecipato con onore al pranzo organizzato dall’Associazione San Filippo Neri, invitato personalmente dal Presidente Signor Emidio Vitaletti e dal Signor Peppe Sugamele. Ho ricevuto dimostrazioni di stima e di affetto che mi hanno spinto sull’orlo della commozione e questo mio articolo testimonia quanto esse siano state gradite. Ho conosciuto Giuseppe Sugamele tempo fa, abbiamo collaborato professionalmente realizzando insieme alcuni progetti, poi, piano piano la simpatia reciproca si è tramutata in stima e ammirazione. Ammirazione per la forza che vedo nell’uomo, nella tenacia con cui affronta i problemi di ogni giorno, e la semplicità con cui condivide la fede e la speranza. Di Emidio conoscevo l’indole combattiva, me lo hanno descritto come un condottiero, un leone infaticabile. Prima di quel pranzo non ci eravamo mai incontrati, solo parlati al telefono. Sono stato il primo ad entrare, ero solo in mezzo a quella bella sala. Ho aspettato forse una ventina di minuti e quei momenti mi sono serviti, come sempre, per riflettere. Da molto tempo apprezzo i profumi e i colori degli attimi “fermi”, quei momenti cioè in cui normalmente ci si riposa oppure non si pensa a niente: Io invece, proprio in quei momenti, penso. Ho pensato a quante persone avrei incontrato li, e al motivo per cui sarebbero state presenti. Ho pensato, come spesso mi accade, alla rarità del sentimento di carità e a quanto inutile possa essere la “materia”. Mi sono seduto ed ho aspettato. Non so perchè ma vedendolo entrare ho capito che Emidio fosse proprio lui, che fosse quel Leone infaticabile ingabbiato sopra una sedia a rotelle che sopportava a fatica. Era evidente la sua voglia di fare, di organizzare….. essere un capobranco evidentemente ce l’ha scritto nel dna. Mi sono alzato e sicuro che fosse lui mi sono presentato. Gli ho stretto la mano e gli ho sorriso tutta la mia felicità: il suo viso ha mostrato una smorfia di gioia nel vedermi e in un attimo mi sono sentito come se lo conoscessi da anni, come se fossi parte del branco da sempre. Non ho avuto il tempo di fare altro che Giuseppe Sugamele mi aveva gia stretto nel suo forte abbraccio annunciandomi che sarei stato al tavolo con lui, con Emidio…. al tavolo numero 1. Ho pensato a quanto fortunato io fossi ad avere così tanta considerazione da parte loro, addirittura al loro tavolo mi avevano voluto. Non immaginavo che entrambi avevano già programmato la mia presentazione e che entrambi volevano che io dicessi due parole in pubblico, e quando mi avvisarono che quel momento era arrivato  ne fui felice. Avevo voglia di dire a tutte quelle persone quello che pensavo e quando ho preso il microfono ho parlato con il cuore. Ho detto cose ovvie, talmente ovvie che fanno paura per la loro verità, per la loro attualità, per quella filosofia di vita che consuma e sperpera la vita stessa. Tutte quelle persone unite dalla misericordia e dall’altruismo mi hanno regalato uno spiraglio di speranza. Quando Giuseppe ed Emidio hanno detto di essere onorati della mia collaborazione mi sono sentito in dovere di rivoltare il complimento e dire grazie a loro per avermi invitato, per avermi coinvolto in questo loro progetto, per avermi onorato della loro amicizia e per avermi dato la prova che il bene vincerà sempre il male. Gli uomini credono di comprare la felicità acquistando la materia con i soldi, gli stessi soldi che si affaticano ad accumulare lavorando con accanimento trascurando le emozioni semplici e le piccole cose. Alla fine sperpereranno la vita per accumulare quel denaro che servirà ad acquistare il surrogato della felicità non immaginando che essa stessa si trova nel silenzio e nel dare agli altri piuttosto che nel ricevere dagli altri. Per questo vi ringrazio, per avermi fatto sentire così importante, per avermi invitato a condividere il vostro altruismo, per avermi fatto conoscere gente semplice, altruista, da imitare. Grazie ancora Emidio e Giuseppe, grazie di cuore.

 

Anselmo

2 Comments

  1. Pace e bene, sono fratel Marcello dei Servi del Cuore Immacolato di Maria.
    Il 16 dicembre u.s. ho avuto l’onore di partecipare al vostro “incontro conviviale di tutti gli amici”, organizzato dall’Associazione San Filippo Neri di Roma, per un semplice e fraterno scambio di auguri natalizi.
    In realtà, mi è stato chiesto di parteciparvi come rappresentante del mio Istituto religioso, in riconoscenza per il generoso sevizio che l’Associazione si prodiga di offrire, a sostegno di eventi -di carattere religioso e non solo- che l’Istituto propone.
    Anche se conosco alcuni volontari, non nascondo il timore con cui sono intervenuto a questo semplice incontro conviviale. Appena entrato in sala, sono stato accolto, però, con tanta gioia ed allegria da tutti, sia da chi già conoscevo, sia da chi vedevo per la prima volta. Così, in un clima di gioia, intorno ad un tavolo imbandito -il tutto accompagnato da classici “stornelli” romaneschi- tutte quelle incertezze e paure sono svanite nel nulla.
    Cosa mi porterò nel cuore, dopo quelle poche ore trascorse con voi? Tanta gioia e una sana allegria! Ascoltare il vissuto e le esperienze -affrontate, nella loro storia personale, da tanti amici- mi ha permesso di allargare i miei orizzonti. Ma soprattutto mi ha colpito la bella testimonianza, espressa dalla relazione del Presidente dell’Associazione, relativa alle radici del vostro impegno. La forza che vi spinge a operare nel Sociale non viene da una semplice “voglia di fare” o da un “tornaconto” personale: tutto, piuttosto, viene mosso da quell’ Amore a Cristo Signore che custodite nel vostro cuore e che vi permette di fare tutto con il sorriso, non solo sulle labbra, ma anche nel cuore, e senza mai aspettare un “grazie”.
    Grazie, allora, per il Bene che gratuitamente fate al nostro Movimento e che portate nella società!
    Fr. Marcello Francioso, ICMS

  2. Leggo ora i commenti meravigliosi di Anselmo e di Fr Marcello e riconoscono i miei sentimenti nelle loro parole. La giornata che abbiamo trascorso tutti insieme stretti intorno ad un progetto che ci accomuna nell’amore di Dio e nell’amore dei nostri simili che attraversano un momento di difficoltà è stata meravigliosa e ricca di umanità. Sono orgogliosa e fiera di poter prestare un piccolo contributo per il raggiungimento degli obiettivi fissati e caldamente enunciati dal nostro Presidente Emidio Vitaletti, uomo di grande vitalità, carattere e bontà d’anima.
    Dove c’è Amore e Carità, là c’è Dio.
    Angela

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